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Volevo solo svegliarmi tardi la mattina - Antonio Di Costanzo - Librandum

Volevo solo svegliarmi tardi la mattina - Antonio Di Costanzo

Postato da Valeria Gammella in Recensioni - A pesca di libri

Volevo solo svegliarmi tardi la mattina
Antonio Di Costanzo
Edizioni Cento Autori - Villaricca (Napoli)
€ 11,00

Si direbbe a tratti di leggere Bukowski, a tratti Benni, e invece siamo a Napoli, città d’approdo per l’esilio (forse ricercato) di Jacopo Fernandez dal bon ton della buona società del centro Italia, a seguito dell’ultima ma non peggiore delle sue imprese, in data del suo borghesissimo matrimonio, organizzato, come un complotto, dalla futura sposa e dalle rispettive famiglie.

Quel giorno Jacopo aveva deciso di trascorrerlo, non diversamente dagli altri, in compagnia di ubriaconi e barboni e signorine dai discutibili costumi, tutti cordialmente invitati all’evento. La famiglia e l’alta società l’avevano rigettato come un corpo estraneo e rispedito a Napoli, in una geografia fisica e umana del Paese.

Lui non aveva reagito male; restituito a sé stesso, libero di essere ciò che già era, lieto di continuare a volare basso, lavorando per bere e pochi altri piaceri, aveva ripreso la sua attività di giornalista-scrittore: giornalista di giorno, presso uno sgangherato quotidiano locale, e scrittore di notte, autore di racconti semideliranti, scritti sotto l’effetto dell’alcool.

Ed è più o meno allo stesso modo, lasciandosi andare a una fantasia incontrollata e un po’ tagliente, che si mette a ricamare sul caso di un disgraziato romeno venuto al giornale a segnalare la scomparsa della sorella, sparita nel nulla senza che la polizia se ne desse troppa cura. Jacopo immagina un giro di prostituzione d’alto borgo e un ricatto, una storia scomoda, che tocca politici e malavita organizzata, avvicinandosi pericolosamente alla verità.

Prima che se ne renda conto, l’articolo viene letto e pubblicato. Di qui la svolta nella trama, che si colora di giallo e scorre velocemente tra imprevisti e banalità, in un racconto dai tratti onirici, che si confonde con le storie efficaci e insensate che il protagonista scrive da sbronzo, e con la fantasia di un personaggio per cui la realtà ha i tratti della caricatura.