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Ti prendo e ti porto via - Niccolò Ammaniti - Librandum

Ti prendo e ti porto via - Niccolò Ammaniti

Postato da Annalisa Bizzarri in Recensioni - A pesca di libri

Niccolò Ammaniti
Ti prendo e ti porto via
Mondadori - 1999
€ 10,50

Vasco Rossi ha confessato: la sua Ti prendo e ti porto via è stata ispirata dalla lettura di questo libro di Niccolò Ammaniti che, dopo una serie di racconti, nel 1999 decide di cimentarsi con la forma del romanzo.

La vicenda, narrata in un lungo flashback iniziale e poi nel presente, è collocata a Ischiano Scalo, una località imprecisata tra la Toscana e il Lazio, e si snoda attraverso una serie di piani narrativi corrispondenti a ogni personaggio, che rimandano l’uno all’altro. I personaggi, descritti con precisione e maestria, li possiamo immaginare facilmente: è gente alle prese con la vita di tutti i giorni, fatta di sogni irrealizzati e di problemi da affrontare, come accade a Pietro Moroni e a Graziano Biglia.

Il primo è un ragazzino abbandonato a sé stesso dal padre alcolizzato e dalla madre nevrotica, timido, insicuro, “senza spina dorsale”, coinvolto dai compagni di scuola in uno scherzo di cattivo gusto che gli costa la bocciatura. Graziano Biglia, invece, è il “coatto” per eccellenza, rozzo e arrogante, dall’animo buono, capace di sprigionare una comicità involontaria. Nelle loro storie si inseriscono gli altri personaggi: Gloria, la sua migliore amica, che lo spinge a fare cose che non vuole, come i suoi amici, mossi dall’odio profondo per lui e da una violenza gratuita, l’insegnante Flora Palmieri che vorrebbe aiutare Pietro, invece è lei che deve essere aiutata.

La narrazione è più volte interrotta da alcune digressioni narrative, o meglio, da racconti nel racconto, che danno al lettore una ulteriore chiave di comprensione dei personaggi. Inoltre, lo svolgimento della vicenda in terza persona è interrotta dal discorso diretto dei personaggi, che danno un ritmo di lettura incalzante.

Ammaniti è double-face: con il suo stile, in un attimo sorprende il lettore strappandogli una risata di gusto e l’attimo seguente lo afferra alla gola con violenza e con cattiveria degna di un vero e proprio scrittore “pulp”.