Suite francese - Irène Némirovsky

Postato da Annalisa Bizzarri in Recensioni - A pesca di libri

Suite francese
Irène Némirovsky
Adelphi - 2005
€ 20,00

Sul dramma dell’Olocausto sono stati scritti molti libri, ma nessuno ha il valore di Suite francese, se si pensa alle circostanze della pubblicazione, avvenuta grazie alle figlie, che, dopo mille ripensamenti, hanno aperto la valigia della madre, contenente il manoscritto, lasciata in casa al momento del suo arresto.

L’opera, nelle intenzioni dell’autrice, si doveva comporre di cinque romanzi, ma la Némirovsky riesce a scriverne solo due, poiché nel 1942, in quanto ebrea, muore nel campo di Auschwitz. Il primo romanzo, Temporale di giugno, racconta la fuga dei parigini all’indomani dell’occupazione nazista. La famiglia borghese dei Pèricand è alle prese con il salvataggio dei propri beni, allo stesso modo di Gabriel Corte, scrittore snob che cerca di salvare i propri manoscritti, e di Charles Langelet, ricco aristocratico che teme per le sue belle porcellane. I coniugi Michaud, invece, modesti impiegati di banca, non si interessano tanto della loro casa quanto delle sorti del figlio Jean-Marie, soldato al fronte.

Il secondo romanzo, Dolce, narra l’amore tra Lucile e il tenente Bruno von Falck, che, agli occhi degli abitanti del paesino di Bussy, i quali costituiscono un grande personaggio corale, sembra un affronto, soprattutto perché il marito soldato di Lucile è prigioniero dei tedeschi.

La Némirovsky, con una prosa corposa e nello stesso tempo vivace, dà vita a una serie di personaggi di diversa estrazione sociale che affrontano a modo loro un evento della storia europea del XX secolo, la stessa storia che la scrittrice stava vivendo nel momento in cui scriveva sul suo diario questo libro.

Tutto ciò è documentato nell’Appendice, costituita dalle lettere scritte dalla Némirovsky alla famiglia e ai conoscenti, in cui essa non solo descrive tutte le fasi di composizione dell’opera, ma fa anche delle amare riflessioni su ciò che stava accadendo in quel momento in Francia e nel mondo, fino al suo arresto e alla sua deportazione a Auschwitz.

“Mio Dio, cosa mi combina questo paese? Dal momento che mi respinge, osserviamolo freddamente, guardiamolo mentre perde l’onore e la vita”.