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Storia della mia gente - Edoardo Nesi - Librandum

Storia della mia gente - Edoardo Nesi

Postato da Annalisa Bizzarri in Recensioni - A pesca di libri

Storia della mia gente
Edoardo Nesi
Bompiani - 2010
€ 14,00

È una storia meravigliosa. È la mia storia, e la storia della mia gente. Edoardo Nesi, scrittore ed ex imprenditore, affida a Francis Scott Fitzgerald l’incipit della sua opera vincitrice del Premio Strega 2011.

A Prato l’industria tessile, fin dalla Seconda guerra mondiale, ha fatto la fortuna di moltissime persone. Anche Edoardo guida un’impresa tessile, quella di famiglia, fondata da suo nonno. Pescando nei ricordi, Nesi parla con nostalgia della nascita della sua azienda e degli sforzi che hanno compiuto i suoi cari per portarla avanti; illustra il lungo apprendistato e l’esperienza di imprenditore alla guida del “Lanificio T.O. Nesi & Figli S.p.A.”, del quale deve raccontare con rassegnazione la fine.

Sì, perché nel 2004 Edoardo decide di vendere l’azienda. Ancora non siamo al fatidico 2008, l’anno del crack economico mondiale, ma le fabbriche tessili pratesi mostrano i primi effetti delle manovre finanziarie che i governi italiani hanno adottato per stare al passo con un’economia in evoluzione.

Questo è un libro di ricordi, ma è anche un libro pieno della rabbia e dello sdegno di un imprenditore che sulla sua pelle assiste al declino dell’impresa e si rifiuta di vedere sacrificato sull’altare della globalizzazione il made in Italy, cioè tutta la creatività e l’originalità dello stile italiano.

A Prato, inoltre, i cinesi hanno fatto il resto. Essi, abilissimi nel replicare le tecniche di tessitura italiane, lavorando nei capannoni dismessi delle ex fabbriche italiane, in condizioni al limite della sicurezza, sono ormai una comunità sociale radicata e economicamente forte.
Non c’è scampo. Però lo scoramento e la sensazione di ineluttabilità per questa situazione genera quasi istintivamente nell’animo degli uomini la solidarietà, il sentimento di unione e anche di speranza nel futuro.

Lo striscione Prato non deve chiudere sembra un grido di battaglia.