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Mondo animale - Angelika Riganatou - Librandum

Mondo animale - Angelika Riganatou

Postato da Ugo La Bella in Recensioni - Ultime dagli scaffali

Mondo Animale
Angelika Riganatou
Ediesse - 2013
euro 12,00

Gli esseri piccoli e i piccoli esseri

“La realtà è letteratura più di quanto si creda, solo che le parole che vengono dette sono meno belle – per questo occorre farsi sostenere da qualche buon autore: per leggere, sopravvivendo, gli eventi che si subiscono”(cfr. Angelika Riganatou in Mondo animale)

Il sangue che ti fa senso e che, se lo vedi, ti giri dalla parte opposta, nel piatto diventa ambrosia. L’aspetto selvatico che rifuggi ogni giorno, perché tu non sei un troglodita. Certo che no. Sei un uomo evoluto e non voli da una liana all’altra a caccia di bestie. Però, a ritrovarlo che esce dal forno, risveglia l’istinto sopito e un po’ ti torna la voglia di balzare da un albero all’altro. Noi siamo esseri razionali e ogni nostra azione è basata su un ragionamento. Che, poi, quando sentiamo quel profumo, allora non c’è illuminismo che tenga. Quando una bistecca si insinua tra noi e il nostro essere umani, allora la carne torna alla carne. E quello che siamo ci giudica. Fetta dopo fetta. Fino all’ultimo boccone. Quando il piatto si fa specchio e non scopriamo che quell’animale siamo noi. Assassini e vittime allo stesso tempo. Nati nel sangue e perduti nel vano tentativo di giustificarlo.

Il cibo ha un’anima. Spesso ce ne dimentichiamo. Ci sediamo a tavola e ci muoviamo dinanzi ai piatti in modo inconsapevole, talora incosciente. Come se la nostra non fosse una scelta. Come se mangiare fosse un’azione da compiere in modo superficiale e non avesse alcun peso sulle nostre vite. Angelika Riganatou con il suo Mondo animale è lì a ricordarci che non è così. Scava a fondo e va alla radice del tema cibo. Esplora il mondo oscuro degli allevamenti intensivi, attraversa con noi la perversa catena di montaggio omicida che c’è dietro i macelli e lo fa senza giudicare.

Lo fa portando con sé la propria esperienza da veterinaria ed un carico di attrezzi tra cui non possono mancare i libri che hanno indelebilmente segnato la sua vita. Le pagine sfogliate avidamente hanno permesso all’autrice di creare la colonna sonora ideale di quel teatro dell’assurdo che è oggi diventato il nostro rapporto con gli animali, visti come alimento, come produttori di alimenti e come limoni da spremere il più possibile. Schiavizzati all’inverosimile fino a dimenticare le radici di un mondo che vedeva nella collaborazione tra contadino/allevatore ed animale il principio di ogni pasto. Alla complementarietà animale-umano si è sostituita oggi la guerra che il secondo ha dichiarato al primo. Dalle ecatombi sacrificali degli antichi, si è passati ad altre ecatombi, altre divinità. Per venerare le quali, abbiamo immolato, prima di tutto, noi stessi.

L’idea della Riganatou è quella di condurci con lei attraverso quindici capitoli (tutti con un titolo estrapolato da un tradizione letteraria che va dall’Assomoir di Zola al Non lasciarmi di Ishiguro) che sondino il mondo animale attraversato dalla alienazione di chi ha spaccato quindicimila colonne vertebrali suine per pagare gli studi ai figli, dalla sensibilità di chi lavora la terra da sempre e quel che c’era da sapere lo sapeva già, dalla banalità del male di un Mengele prestato alla veterinaria, dalla esplorazione dell’abisso dei nuovi schiavi, dal rispetto verso chi conosce l’amore e gli si concede totalmente.Tutto questo e molto altro (indimenticabile, ad esempio, la descrizione delle ‘gattare’) è Il mondo animale.

Un libro che ci dice cosa siamo diventati mentre giocavamo a fare gli esseri umani. Un libro che parte dalle stalle per arrivare alla letteratura e lì trova la perfetta descrizione dell’uomo come “animale delirante e infelice” che, dopo aver perso il “sano intelletto animale”, ha dominato i piccoli esseri per sentirsi grande, trovando in questo nient’altro che un’ulteriore dimostrazione del suo essere piccolo. Si dice che una società civile si giudichi da come tratta gli animali. Ebbene, nelle pagine del Mondo animale, ci riconosciamo colpevoli. E la nostra colpa non è essere umani, ma non riuscire più ad essere abbastanza animali.

Per la Riganatou, solo in quello zoo chiamato letteratura è possibile ritrovare le trame sospese dell’io che urla dietro le sbarre e ci chiede soltanto di essere ascoltato. Prima che venga ucciso anche l’ultimo scampolo animale che è in noi. E, con esso, quanto di più vicino ad una coscienza sia in nostro possesso.