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Molto forte, incredibilmente vicino - Safran Foer - Librandum

Molto forte, incredibilmente vicino - Safran Foer

Postato da Flavia Macchia in Recensioni - A pesca di libri

Molto forte, incredibilmente vicino
Safran Foer
Ugo Guanda Editore - Le Fenici Tascabili - 2007
€ 13,00

Guardandolo con distacco, sullo scaffale di una libreria, può sembrare uno dei tanti libri post Undici settembre prodotti dalla narrativa americana recente. Eppure Molto forte, incredibilmente vicino è qualcosa di molto di più, basta sfogliarlo distrattamente per capire che è un libro che ha un messaggio da gridare, forte e chiaro.

L’Undici settembre c’è stato, è una presenza che incombe su tutto il libro, ma passa quasi in secondo piano rispetto alla storia in sé.

Far fronte alla scomparsa del padre, morto in un modo tanto assurdo, non è facile per Oskar, che si aspettava ancora tante serate da trascorrere ascoltando le sue storie. La sua reazione istintiva è quella di chiudersi in sé stesso, impedendo anche alla mamma e alla nonna, una donna che la vita ha segnato di un’aspra solitudine, di entrare nel suo dolore. Ma Oskar ha anche bisogno in qualche modo di sfogare i suoi sentimenti, e soprattutto ha bisogno di capire. Inizia così una caccia al tesoro segretissima e avventurosa che lo porterà nel cuore di New York City, alla ricerca di qualcosa, un pretesto forse, che lo faccia sentire incredibilmente vicino al suo papà.

Non è una lettura ordinaria, lineare, con un principio, uno sviluppo e una fine posti in sequenza. Forse è questa caratteristica che fa venire a molti la voglia di leggerlo più volte di seguito. L’autore dissemina il testo di sorprese, porta per mano il lettore in vari modi, con una scrittura originale e l’aiuto di immagini che appaiono all’improvviso, una parte molto importante, irrinunciabile del libro.

In qualche modo alchemico Safran Foer riesce, parlando di un vuoto, di quella mancanza irreversibile che non può più essere colmata, a far trasudare dalle pagine qualcosa che somiglia tanto alla sensazione di quieta serenità che si prova dopo aver pianto a lungo.