Madeleine dorme - Sarah Shun-lien Bynum

Postato da Mara Bevilacqua in Recensioni - A pesca di libri

Madeleine dorme
Sarah Shun-lien Bynum
trad. di Elvira Grassi e Leonardo G. Luccone
Transeuropa - 2011
€ 13,51

Una vita che è un sogno (e a volte un incubo) o il sogno di una vita? Siamo dentro o fuori Madeleine? Importa? Per niente, la potenza simbolica e affabulatoria di questo romanzo è in sé ragione per leggerlo.
Il dormire di Madeleine conduce il lettore in un vortice onirico di immagini e personaggi surreali. La donna grottescamente grassa di nome Matilde, la cantante Margherita, Monsieur Pujol “il petomane”, il fotografo Adrien, fanno parte dei ricordi di Madeleine o sono frutto del suo sognare? E perché Madeleine dorme mentre la madre si prende cura della casa e i fratellini crescono?

Sarah Shun-lieu Bynum crea un mondo di piani paralleli dove il prima e il durante si fondono. Le sue sono descrizioni espressioniste, pennellate spesse che ricreano gli elementi essenziali della storia. È il lettore che deve provare a seguire il fitto incrociarsi di linee per ricavare il quadro complessivo. Ed ecco che compaiono bambine che scoprono la loro sessualità con lo stolto del villaggio tra le spighe di grano (Madeleine è per questo che le tue mani non sono più le stesse?); una donna con le ali che studia scientificamente la città; marmellate che conquistano i palati; uno strano circo itinerante che diverrà vittima delle manie di una vedova, uno spettacolo teatrale che è la fine (o l’inizio?) di tutto.

Conturbante, ipnotico, simbolico, originale. Un romanzo che vi accompagnerà fin nei vostri, di sogni.

Le sorelline e i fratellini s’avvicinano zitti zitti al letto, i loro gesti di silenzio si amplificano e diventano languorosi, dita che fluttuano verso le labbra increspate, punte dei piedi che salgono e scendono come prive di peso. Mentre circondano il letto, la loro frenetica attività rallenta; somigliano a minuscoli insetti sospesi nella linfa, che zampettano sognanti prima di cristallizzarsi in ambra. Inspirano all’unisono, dolcemente, e la stanza si riempie di un unico infinito sospiro: Shhhhhhhhhhhh.