Il malinteso - Irène Némirovsky

Postato da Annalisa Bizzarri in Recensioni - A pesca di libri

Il malinteso
Irène Némirovsky
Adelphi - Milano 2010
euro 12,00
Traduzione di Marina Di Leo

Scritto a soli ventitré anni, Il malinteso è il primo libro di Irène Némirovsky, apparso in rivista nel 1926 e in volume solo tre anni dopo.

Tra Hendaye, piccolo centro balneare spagnolo, e Parigi nasce e si sviluppa la storia d’amore di Denise, ragazza aristocratica e viziata, sposata a un ricco uomo d’affari, e Yves, scapolo trentenne un tempo anch’egli ricco ma ora, sull’onda del disastro della Prima Guerra Mondiale, costretto a lavorare come impiegato per sopravvivere. Una storia passionale, travolgente anche se inquieta.

Denise, così coinvolta nella relazione, immobilizzata da continue ansie, non presta attenzione al tormento di Yves, alle sue difficoltà economiche: “Con lei” pensò Yves con insolita irritazione, “bisognerebbe essere sempre psicologicamente in smoking. E io ahimè non posso permettermelo…”. Yves, invece, sempre oppresso dalla sua condizione, spera di trovare nella sua amante la pace, la tranquillità, con cui evadere dalle angosce quotidiane. All’entusiasmo iniziale della vicenda d’amore, ambientata nel paesaggio marino, fresco e pulito di Hendaye, fa riscontro l’appiattimento nella vita quotidiana a Parigi, su cui cala un caldo soffocante. Anche la relazione clandestina dei due amanti sembra effettivamente soffocarli. Essi sperano, si illudono, si pongono domande, cercano risposte, ma alla fine resta l’incomprensione, l’incomunicabilità, la distanza, resa ancora più intollerabile dalla differenza sociale, dalla mancanza di una concreta disponibilità economica. Resta il dubbio su come sarebbe potuto essere, su come sarebbe potuta andare.

La Némirovsky non delude mai. Benchè sia stata scritta in giovane età, in questa prima opera già si riconosce lo stile unico della scrittrice. Essa esibisce una tecnica di scrittura che riapparirà nei suoi romanzi successivi con tema simile (come in Due e in I falò d’autunno), con la descrizione tutta aggettivale di atmosfere eleganti, con l’analisi rigorosa degli aspetti psicologici dei personaggi, calati in ambienti diversi, descritti con meticolosità e così strettamente legati alla loro psicologia.