Chi massaggia il manzo di Kobe? - Andrea Ballarini

Postato da Mara Bevilacqua in Recensioni - A pesca di libri

Chi massaggia il manzo di Kobe?
Andrea Ballarini
Dalai editore - 2011
€ 10,20

L’estate è soprattutto una stagione conviviale. Si sta in compagnia, al mare, in montagna, intorno ad un barbecue o ad un mojito. E si parla.

Saper tenere una conversazione frizzante e accattivante non è cosa da tutti: l’arte di fare bella figura affrontando gli argomenti più disparati, che neanche Trivial Pursuit, si affina solo con studio e applicazione.
Vi suggerisco perciò di prendere questo agile volumetto in cui Andrea Ballarini raccoglie ed elabora una variegata ed esaustiva serie di opinioni, tratte dalla rubrica "Manuale di Conversazione" che tiene sul Foglio, e di affidarvi alla saggezza del luogo comune per godervi la popolarità sociale che ne deriverà.

Ballarini naviga tra molteplici argomenti - dall’arte alla palestra, dagli immigrati al sesso - passando per film e libri cult, senza dimenticare il vero fulcro delle conversazioni odierne, i programmi tv.
Selezionate a vostro uso e consumo le idee che più si confanno alla compagnia con cui avrete a che fare (le opinioni sono corredate spesso anche dai pro e contro che ne potrebbero derivare): senza alcun bisogno di pensare, o di sapere davvero cosa state affermando, sarete il re della serata.

Ammirate la potenza dell’ipocrisia e le acrobazie con rete e cavi di sicurezza del qualunquismo:

Però c’è della brava gente anche tra loro.
Non si può mica fare entrare tutti, non possiamo essere il ventre molle d’Europa.
L’Italia non può permettersi di accogliere questa gente che viene a rubarci il lavoro, già ce n’è poco.
L’economia italiana ha bisogno degli immigrati, altrimenti chi farebbe i mestieri che noi non vogliamo più fare?
(da Gli immigrati)

Infine, consiglio questo libro anche ai muti, agli eremiti e agli asociali per un’ultima buona ragione: sorridere fa comunque bene anche a voi, e con Chi massaggia il manzo di Kobe? accade dalla prima all’ultima pagina.

Esprimere desiderio di leggerezza "in senso calviniano". Se qualcuno chiede in cosa consista questo tipo di leggerezza, fingere un malore o trovare un’altra scusa per lasciare la stanza.
(da Lezioni americane)