Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /home/newcomweb/public_html/librandum/htdocs/config/ecran_securite.php on line 259
22/11/’63 - Stephen King - Librandum

22/11/’63 - Stephen King

Postato da Mara Bevilacqua in Recensioni - A pesca di libri

22/11/’63
Stephen King
trad. di Wu Ming I
Sperling & Kupfer - 2011
€ 20,31

22/11/’63 è un libro di cui si può dire ben poco finché non lo si è letto. Essendo una storia ucronica, non se ne può raccontare la trama, se non a grandissime linee, ovvero: tratta il tema dei viaggi nel tempo. Cosa sarebbe successo se Kennedy non fosse stato assassinato da Lee Harvey Oswald? King ci scrive un romanzo denso e poderoso, 780 pagine che non leggi tutte d’un fiato perché sono davvero piene.

King ci riporta nell’America degli ultimi Anni Cinquanta e ce la fa (ri)vivere attraverso gli occhi di Jake Epping il quale, a poco a poco, entra sempre più in George Amberson, il suo alter ego della Terra di Allora - come viene chiamato il passato -, fino a diventare quasi del tutto un americano dell’era Kennedy. Quanta differenza c’è tra questi due sé e i mondi cui appartengono? Non poi così tanta, e non è difficile pensare di poter rimanere lì, piuttosto che tornare indietro (cioè, avanti). Lo slang, gli abiti e certi comportamenti sono diversi, si fuma ovunque e le fabbriche appestano l’aria, ma i cibi hanno un sapore più gustoso, puoi lasciare la porta di casa aperta e i giovani portano più rispetto.

Ma cambiare il passato per migliorare il futuro non è affatto semplice, perché il passato si oppone, e lo fa brutalmente. Nessuno ti spiega le regole, e quando le capisci di solito è troppo tardi. Poi, se ci si mette di mezzo l’amore o l’amicizia, le complicazioni crescono in modo esponenziale.

Questo romanzone si fa leggere contemporaneamente con foga, per il desiderio di sapere quale scenario l’immaginifico King ha ideato per noi lettori, ma anche con una certa lentezza, per la quantità di fatti, riflessioni e situazioni presenti - tra cui il richiamo alle terribili vicende di IT - che spesso richiedono una pausa di decompressione.
L’inverno non è lontano: io vi consiglierei di aspettare un altro poco e di riscaldarvi certe fredde serate grigie con 22/11/’63.

Andai in bagno. Entrai nella vasca, tirai la tenda, misi la testa tra le ginocchia. Il mio sguardo era puntato sul tappetino di gomma a fiori gialli. Urlai. Una volta. Due volte. Tre volte. Ed ecco la parte peggiore: non solo avrei voluto che Al non mi avesse mai mostrato la buca, la stramaledetta buca del coniglio; avrei voluto vederlo morto.